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  • MULTIPLO BRONZO EXEMPLARE HC14/20 TITLE PIZZAIOLA 65X22X15 cm M706 Scultura in bronzo patinato e dorato, multiplo, es. 88/100, cm. 62 h. Firma sulla base: Arman; scritta e tiratura al verso: bouquet p.d. 88/100. Arman, maestro del Nouveau Réalisme Arman, pseudonimo di Fernandez Armand, nasce a Nizza nel 1928. Il 22 ottobre 2005 muore a New York. L’artista sarà segnato dall’incontro con Yves Klein nel 1946, quando era allievo della Scuola di Belle Arti di Nizza. Studierà nel 1949 a Parigi presso la Scuola del Louvre. Produce inizialmente una pittura post-cubista, figurativa, poi astratta, ma prende rapidamente le distanze da quest’arte .
  • Vasi rostrati in vetro di Murano firmati dal grande maestro Pino Signoretto. Vetro di Murano è la denominazione che caratterizza i vetri artistici lavorati a Murano, isola della laguna di Venezia

    "Il vetro questo Signore incontrastato della mia vita, questo despota che mi costringe, schiavo felice, a realizzarmi davanti al fuoco che consuma ma materializza le mie fantasie e la mia capacità, esige pronta, diretta, partecipe assonanza - scriveva di sé Signoretto - Sono cresciuto alla dura scuola di un maestro impareggiabile, Alfredo Barbini, che molto dileggiava il mio desiderio di imparare e di realizzare; il colpo che dava alla canna distruggendo qualcosa che stavo creando voleva dire 'insisti ragazzo prova l'incomprensione, le difficoltà che ti attendono in avvenire, considera la fragilità della tua creazione che un soffio può distruggere. Persevera ragazzo perché se sarai caparbio, duro, costante arriverai ad appagare il tuo desiderio, quel tuo sentire di forme e colori che intuisco esistere in te e che ti auguro potrai raggiungere'. Su questa strada ho proseguito: ora gli altri mi chiamano maestro, ma nel mio io so quanto ancora devo imparare. Ad ogni modo sono orgoglioso di essere un maestro vetraio, titolo che la Serenissima, otto secoli fa, considerava pari a quello dei patrizi. Per il maestro era nobiltà d'arte, per il patrizio nobiltà di sangue. Il maestro vetrario non può tornare indietro: il suo segno rimane, indomabile, non gli è permesso sbagliare".
     
     
  • Cesare Gennari   1637-1688 Figlio di Ercole e di Lucia Barbieri, sorella di Giovan Francesco, detto il Guercino, nacque a Cento, dove fu battezzato il 12 dic. 1637. Crebbe nella dimora bolognese dove le famiglie Barbieri e Gennari, lasciata Cento, si erano sistemate fra il 1643 e 1644. Ebbe così modo, insieme con il fratello maggiore Benedetto, di crescere accanto allo zio Guercino, di cui divenne l'interprete più profondo e appassionato. Come tutti i componenti della bottega, trasse copie da dipinti del maestro: è nota quella del S. Rocco, eseguita insieme con il fratello, il cui originale è andato perduto (1668: Ferrara, Pinacoteca nazionale, dalla chiesa di S. Rocco). All'età giovanile sembra risalire la collaborazione col fratello nella stesura della Madonna del Rosario (Forlì, Pinacoteca civica). Nelle opere del decennio seguente, tutte rigorosamente guercinesche, tanto da essere spesso riferite al maestro, il suo tocco diviene via via più sensuoso e caloroso. Sono di questo tempo: La Pace e la Carità(1661: Roma, Galleria nazionale d'arte antica, da Corte di Novellara; Bagni, 1986, p. 295); la Maddalena nel deserto (1662: Cento, Pinacoteca civica, dalla chiesa di S. Maria Maddalena); la S. Maria Maddalena de' Pazzi con i ss. Alberto e Andrea Corsini (1663: Bologna, S. Martino Maggiore). Morì a Bologna il 12 febbr. 1688. Gli furono tributati solennissimi funerali, di cui ci è giunta ampia testimonianza. ---------------------- Cm  60 x 70
  • Coppia di dipinti raffiguranti Venere al bagno Emilia  epoca Neoclassica 67x 122 cm Cerchia dii Giuseppe Sogni
  • Grifoni alati in bronzo dorato con basi in marmo bianco Francia Epoca Luigi XVI Cm  h.  38 x 20
  • Servizio da The in argento 4 pz. Italia Epoca XX sec cm  l 30 h34
  • Mimmo sorrentino Scultura  in bronzo raffigurante personaggio

    L’arte di dare forma all’immaginazione

    In opere come “La libertà” e “Laborintus” partorisce figure in movimento plastico, pervase da un verismo e da una drammaticità di stampo quasi donatelliano, inconsapevolmente figlie di un realismo esasperato e post barocco.
  • Importante cassettone in radica di noce con quattro cassetti . Fronte mosso  rifinita con cornici ebanizzate Lombardia Epoca Luigi XV Lo stile Luigi XV si diffuse tra il 1720 e il 1760 e fu una vera e propria ... È questa l'epoca in cui la mobilia si perfeziona e si differenzia in base alle funzioni.
  • Scultura in bronzo firmata Rabarama Gebo X cm 28.5 x 21.5 x 42 Opera  numero 20 di 100 Firma, titolo e tiratura sul piede sinistro, dichiarazione d'autenticità dell'artista e Archivio delle opere di Rabarama su certificato allegato. Paola Epifani in arte "Rabarama", nasce a Roma nel 1969. Vive e lavora a Padova. Le opere di Rabarama hanno in comune la consapevolezza che in ogni frammento della realtà dell’essere umano c’è l’impronta del principio originario. Da qui una umanità in continua metamorfosi, dove la negazione del libero arbitrio rappresenta la prima fase di un lavoro in continua evoluzione. La membrana che avvolge queste figure muta di concetto in concetto e assume di volta in volta una varietà di segno, simboli e metafore. L’alfabeto indica il vincolo del linguaggio, i geroglifici, i puzzle e i nidi d’ape sono la visualizzazione del genoma. Nei labirinti, invece, viene approfondita la complessità dell’IO.
  • Foto poltrone Luigi xvi Coppia poltrone in noce  con gambe scanalate a forma di piramide rovesciata Lombardia Periodo Luigi XVI
  • Poltrona Magistretti Anni 80/90 cm 108 x 90 x 125 Poltrona a posizioni regolabili trasformabile in chaise longue; imbottitura in espanso, rivestimento in pelle, base in metallo.
  • La ribalta si presenta con fronte a cassetti mossi e  lati interamente in noce con spessa lastronatura in noce. Il castello interno è composto da diversi cassettini e sportellino centrale. Tutta la chiodatura è settecentesca. La ribalta è raffinata ed elegante con la sua linea sinuosa tipica dello stile Luigi XV   cm 96 x 50